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Relais La Rupe

Il Parco del Relais La Rupe a Sorrento

Relais La Rupe

Il Golfo antistante Sorrento con il Vesuvio

Relais La Rupe

La Penisola Sorrentina vista da Monte San Costanzo

Il Vallone dei Mulini

Il Vallone dei Mulini fa parte di un sistema di cinque valloni che solcavano una volta la penisola sorrentina delimitando i territori dei paesi che la compongono. Di tutti i valloni è quello conservato meglio ed è la parte centrale di un sistema di tre valloni, integri solo in epoca romana.
Quando Piazza Tasso non era stata ancora costruita, il primo vallone cominciava dal Vallone dei Mulini e si estendeva fino alla zona Marina Piccola, formando così un suggestivo porto.
Il secondo vallone partiva dal Vallone dei Mulini e giungeva fino all’Ospedale Civile, Porta Parsano, per proseguire fino a Marina Grande.
Il terzo vallone saliva dalla Villa “La Rupe” verso le colline, passava per l’ex macello, tra aranceti e limoneti, per poi biforcarsi all’altezza della contrada “Tigliana” e perdersi, sotto forma di ruscelli, verso la contrada “Cesarano” fino a “Rivezzoli” da una parte e verso la parte alta della contrada “Tigliana” dall’altra. Di questi ultimi due valloni non rimane quasi più nulla, perché ricoperti da strade.
Quindi la parte rimanente di questo microsistema di burroni, che oggi si può ancora vedere, è solo quella centrale, cioè quella che va da Piazza Tasso al Relais “La Rupe” e da tale villa quasi fino alla porta meno antica di Sorrento, Porta degli Anastasi, di cui si possono vedere ancora i resti archeologici.
Il Vallone dei Mulini deve il suo nome ad un mulino nel suo fondo di cui attualmente sono appena visibili i ruderi mal conservati perché ricoperti da vegetazione non solo erbacea ma anche arborea. Al mulino era ammessa anche una segheria alimentata dalle acque correnti, provenienti dalle colline, e dalle acque sorgive. Sono, infatti, ancora visibili una serie di grotte nelle quali erano stati scavati dei pozzi, che fornivano l’acqua ai sorrentini. La segheria forniva segati di qualsiasi spessore e di qualunque legno, come ciliegio, ulivo e noce, agli ebanisti sorrentini che, con la produzione di manufatti artigianali ricchi di un significato artistico di grande bellezza, hanno creato un’attività che ancora oggi li fa conoscere in tutto il mondo.
La creazione di Piazza Tasso – a partire dal 1866 – determinò l’isolamento dell’area dei mulini dal mare, e il nuovo microclima creatosi favorì lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione spontanea il cui elemento dominante è la Phillitis Vulgaris, uno splendido e raro esemplare appartenente alla famiglia delle felci.